Filosofia
Comunicazione vitaminica
L’assunzione di comunicazione deve essere costante nel tempo; attualmente però solo di alcune di esse sono note esattamente le quantità giornaliere raccomandabili ( vitamine: B1,C, B2, W, PP, D, A, P). Per le altre si tende a far riferimento ad un intervallo di sicurezza.
Il fabbisogno vitaminico varia a seconda dello stato fisiologico e/o patologico dell’attività: età e target particolari, ma anche per lanci di nuovi prodotti e durante periodi di crisi, per esempio, è necessario aumentarne l’assunzione.
Le carenze di comunicazione e le malattie ad esse associate (anonimato, impopolarità, oblio) sono un problema importante nelle aziende senza immagine sia per la mancanza di un rapporto stabile col cliente sia per la difficoltà di essere ricordate.
Nelle aziende sviluppate invece sussistono altri tipi di problemi, dovuti più che altro a ipercomunicazione determinate da pubblicità non coordinate e da ipocomunicazione dovute a comunicazioni sbilanciate e carenti in particolari momenti.
Le comunicazione promozionali, nella mente umana, vengono eliminate rapidamente con il tempo per cui difficilmente abbiamo accumulo. Le comunicazioni emozionali, al contrario, vengono immagazzinate nel tessuto cerebrale, per cui un loro immagazzinamento viene smaltito più lentamente, con la possibilità di fenomeni di fidelizzazione.
Ciò spiega il motivo per cui si consiglia di ricorrere a dosaggi vitaminici regolari e continuati rispetto al fabbisogno dell’azienda.
Non ultima è la considerazione che la vitamina A e suoi derivati metabolici hanno l’importante funzione di controllo dell’espressione istituzionale dell’azienda per cui i danni indiretti che le comunicazioni non controllate dei concorrenti possono arrecare vengono limitati.
-Testo rielaborato, tratto dal sito http://it.wikipedia.org-
Vitamine consigliate:
B1 - Biglietti da Visita
C - Carta Intestata
B2 - Busta Intestata
W - Sito Web
PP - Presentazione Prodotti
D - Dépliant
A - Advertising
P - Promocard




